Iniziativa Roccagorga 24 feb. 08 Giovani Democratici
Il mondo è in movimento. Paesi emergenti che si affermano sulla scena mondiale economica e politica e gruppi organizzati nell’occidente che chiedono un nuovo modo di intendere il progresso e l’umanità. Dalla Cina agli Stati Uniti si fa avanti sempre più il seme del mondo del terzo millennio.
Il
E io penso che il 2007 è da considerarsi come il seme di un grande cambiamento che arriverà quest’anno. Anzi la data del 14 ottobre è paragonabile agli scioperi che quarant’anni prima preludevano ad nuova stagione politica mondiale.
Il Partito Democratico è nato per modernizzare il nostro paese. Per farlo uscire dall’immobilismo in cui versa da moltissimi anni oramai. E già la scelta coraggiosa di Veltroni di far correre da solo il Pd alle prossime elezioni di aprile ha determinato la nascita di una nuova stagione politica. Non limitandosi all’ingegneria ma entrando in campagna elettorale con un linguaggio e modalità completamente diversi dal passato.
We can (si può fare) è già un’espressione di uso comune. È già cominciata una Rivoluzione Culturale che la nostra generazione non ha saputo cogliere, troppo legata alla tranquilla contrapposizione di ruoli nei partiti da cui proveniamo.
C’è nella società italiana una grande voglia di rompere le catene che legano le competenze e le capacità di tutti noi. Il compito del PD è quello di liberare le energie, i talenti che da troppo tempo sono sottomessi alle clientele del mondo politico. Per fare questo c’è bisogno di un movimento giovanile che si faccia protagonista della nuova era storica italiana e mondiale.
We can. Una rinnovata partecipazione dei giovani alla vita pubblica si può ottenere. E il PD è costretto a continuare sulla strada del rinnovamento cogliendo l’opportunità di una brutta legge elettorale che delega le segreterie di partito alla scelta dei candidati facendo sua una candidatura di una ragazzo o di un ragazzo della nostra provincia.
Il problema del rinnovamento della classe dirigente non è una esigenza della Sinistra Giovanile per scopi particolaristici dei suoi iscritti. È uno dei punti critici messi in luce dalla relazione annuale del governatore della banca d’Italia, Mario Draghi. E il nostro partito deve costruire le condizioni, così come sta facendo eleggendo nelle scorse primarie decine di giovani dirigenti nei coordinamenti comunale e provinciale così come aveva cominciato a fare il 14 ottobre.
Non è il nuovismo, tuttavia, la soluzione a questo problema. Sbaglieremmo se così fosse. L’epoca del nuovismo l’abbiamo conosciuta con la scesa in campo di Berlusconi e di tanti suoi colleghi.No, non è questa la strada.
È necessario costruire una nuova classe dirigente su tre caratteristiche: Merito, Talento, Competenza. Bisogna che l’Italia ricomincia a costruire le fondamenta di un nuovo e rinnovato progresso economico e sociale.
I giovani devono rischiare di più uscendo dal calcolo delle convenienze, ma mettendosi in gioco per dimostrare di essere pronti a governare i processi.
Abbiamo bisogno di una nuova e grande organizzazione giovanile del PD capace di costruire un rapporto di fiducia nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro con i giovani del nostro Paese recuperando velocemente la capacità di analisi per strutturare proposte politiche incisive sul territorio o generali per l’Italia.
La SG si è già impegnata in passato per erigere un welfare studentesco nuovo battendosi per una rinnovata proposta di Adisu. Ha portato proposte di legge come Accesso al Futuro in cui erano previste molte liberalizzazioni realizzate da Bersani e molte altre da realizzare ancora.
Bisogna migliorare i servizi alla didattica, aumentare la ricerca, magari legandola con il territorio, soprattutto nella nostra provincia. La fuga dei cervelli, problema ampiamente denunciato a livello nazionale, è una delle difficoltà riscontrate dai dati del questionario sul lavoro giovanile nella nostra provincia. Chi è laureato non trova occupazione nel nostro territorio, ma è costretto a valorizzare il proprio know how altrove.
Ecco tutto questo e altro ancora chiede urgentemente una vostra e nostra partecipazione attiva. Come era solito dire Antonio Gramsci: abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
Il lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi è tanto e con tanta passione deve essere svolto. Siamo i protagonisti del cambiamento non solo perché giovani, ma anche perché abbiamo le idee giuste e oggi è il tempo di farle divenire protagoniste nella nostra società.
 
 






