La sconfitta elettorale del PD alle scorse elezioni politiche e amministrative apre una fase di analisi interna non procrastinabile. Ognuno avrà le proprie convinzioni e proporrà la propria visione, ma una certezza comune sicuramente deve esserci altrimenti commetteremmo un grave errore: di sconfitta si tratta.
La strada fin qui percorsa dal Partito Democratico è stata sicuramente scoscesa e piena di imprevisti. Nessuno si aspettava che dovessimo affrontare una tornata elettorale per il governo dell’Italia nel pieno della costruzione del nostro partito. E credo che abbiamo pagato molto anche questo.
La scelta geniale di Veltroni di andare da soli è stata oltre che coraggiosa anche indovinata. Intanto così si è costruita una nuova legge elettorale de facto che il parlamento, a causa delle forze politiche di centro destra, non è riuscito a realizzare. La scelta del nostro segretario nazionale ha portato ad una Italia più bipolare. Destra-Sinistra, PDL-PD. E in questa dinamica per lo più si è giocata la campagna elettorale.
Questo secondo me vuol dire che avanti a noi c’è la costruzione di un partito a forte vocazione maggioritaria.
Conquistare un voto in più dell’avversario è alla base dell’attuale legge elettorale ed è quello su cui ha puntato Veltroni.
Purtroppo non si è realizzato il sogno Veltroniano e a livello provinciale abbiamo assistito alla solita debacle elettorale che caratterizza gli ultimi 15 anni della storia politica del centro-sinistra.
Sia per la vocazione maggioritaria che per la storia non ci convince l’entusiasmo che ha accompagnato la lettura dei risultati elettorali nel Partito Democratico provinciale. Il leggero aumento di consensi, accompagnato anche qui dalla scomparsa dei restanti partiti della sinistra come da trend nazionale, non possono bastare ad un partito che si candida a governare la provincia e il territorio attraverso le sue amministrazioni.
Abbiamo bisogno di una attenta riflessione su ciò che è accaduto per partire con una spinta e forza maggiori, altrimenti vedremo un film vecchio di anni alle prossime elezioni provinciali ed europee. E non basta come risposta a questa stasi una diversa politica delle alleanze. Non per una visione tutta ideologica del campo di forze con le quali dialogare. Anzi è necessario partire da subito nell’istaurare un rapporto con tutte le opposizioni. Ma per potersi rapportare con altre forze politiche bisogna aver chiara la nostra proposta politica per la società italiana e in particolare per quella pontina. Come si governa un territorio diviso in tre macro aree, Monti Lepini, Pianura Pontina e Sud della provincia, ognuna con caratteristiche peculiari. E con quale classe dirigente si mette in campo un progetto serio e credibile di cambiamento, di sviluppo economico e sociale.
È necessario rinnovare e innovare anche il nostro partito come è accaduto altrove e a livello nazionale. Riportare la nostra federazione ad un ruolo di più spessore rispetto al resto della regione e saper imporre maggiormente la nostra idea.
Io credo che ci sia altresì bisogno immediatamente di una organizzazione giovanile che sappia dialogare giorno per giorno con le giovani generazioni come sono stati la Sinistra Giovanile e i Giovani della Margherita.
Le ragazze e i ragazzi hanno bisogno di rappresentanza per portare nella vita politica le loro esigenze. Non basta fare come Veltroni, cioè inserire nelle liste donne e giovani per ottenerne il consenso sperato. C’è bisogno di una giovanile per far vivere quella candidatura e che magari possa essere l’espressione di un progetto di più lunga durata anziché un coniglio dal sacco tutto di natura comunicativa per la campagna elettorale.
Vorrei rammentare ai più distratti osservatori che anche la nostra provincia nel 2006 vide uno spostamento di consenso dal centro-destra al centro-sinistra come da trend nazionale nella fascia di elettorato 18-25 anni. Sicuramente grazie alla spinta di rinnovamento prospettato da Prodi, ma non fu meno il consenso ottenuto intorno a quel progetto da parte della Sinistra Giovanile. Dico questo perché venivamo anche noi giovani da vittorie elettorali nelle scuole e nelle università da 5 anni.
Tutto questo mi porta a dire che è necessario un confronto anche aspro sulle posizioni ma che presa una decisione si possa percorrere coerentemente la strada indicata. Altrimenti verremo sempre più percepiti come politicanti cerchiobbottisti pronti a salire al governo di una qualsiasi amministrazione indipendentemente dal progetto complessivo.
La Sinistra Giovanile che non è una organizzazione del PD ma che si riconosce in questo partito, affronterà una giornata di discussione interna il 1 Giugno a Cisterna (ancora in fase di organizzazione:per maggiori info prossimamente saranno pubblicate su questo blog ) a cui però chiamiamo a contribuire al dibattito tutti i giovani che come noi o sono già nel Partito Democratico o si riconoscono in esso. La finalità di questo evento è mettere in campo tutti insieme il percorso che ci porterà alla nascita dei Giovani Democratici.
Emanuele Ingellis (segretario provinciale Sinistra Giovanile)