PUNTATE SU DI NOI, PRESENTE E FUTURO DI QUESTO PAESE

scritto da StellaAG il martedì, 04 novembre 2008,08:08

Le manifestazioni della scorsa settimana svoltesi nelle città italiane sono il segno tangibile di quanto sia preoccupante lo scenario per il futuro di noi giovani studenti e studentesse di questo paese.

 

Noi Giovani Democratici di Latina riteniamo che le misure presentate dal Governo con il presunto obiettivo di razionalizzare il sistema universitario e di recuperare l’efficienza, altro non sono che un danno irreparabile all’ Università nel suo complesso.

Osserviamo sconcertati che le disposizioni in materia di organizzazione scolastica non rispondono ad alcun principio di razionalizzazione delle spese, in quanto la riduzione dei finanziamenti pubblici previsti dalla legge 133 cadono a pioggia sugli atenei italiani senza distinzioni in base all’efficienza di questi.

 

Crediamo che un intervento finalizzato a migliorare l’attuale sistema universitario sia necessario e debba scaturire da un confronto del Governo con tutte le realtà all’interno degli atenei e da una seria valutazione degli effetti disastrosi che provvedimenti frettolosi possono produrre nel tempo.

 

Abbiamo assistito e partecipato con fervore politico alle manifestazioni di Latina e Roma del 29 e 30 Ottobre credendo nelle potenzialità che noi giovani dobbiamo concretizzare nel nostro paese, riscontrando uno spirito critico dei ragazzi e delle ragazze che fino ad oggi sembrava soffocato dalla routine mediatica.

 

Crediamo che dietro le proteste studentesche di questi giorni si nasconda una più profonda sofferenza dei giovani. Sentendosi ormai sempre meno rappresentati dai loro amministratori sfogano ora sulla piazza i loro sentimenti politici, le loro idee e le loro paure per un futuro sempre più incerto.

Qualcuno sarà preoccupato da tutto ciò e cercherà di analizzare bene tali movimenti, altri forse cercheranno di banalizzare gli eventi commettendo un gravissimo errore, andando di nuovo a screditare le forze genuine di questo paese e il reale Futuro delle nostre città.

 

Scendendo nell’ambito territoriale siamo soddisfatti per aver visto finalmente gli studenti del nostro territorio mobilitati in difesa dei loro diritti. In una provincia che appare ai nostri occhi sempre più anestetizzata e rinchiusa nel suo piccolo, composta da giovani per nulla attenti alla realtà che li circonda, abbiamo sfilato nel corteo del 29 Ottobre assistendo finalmente ad una vera partecipazione politica degli under trenta.

Vogliamo sottolineare infatti a tal proposito l’emergenza culturale del nostro territorio. È impossibile poter pensare ad un reale sviluppo della città senza porre solide basi come quelle della partecipazione alla vita politica e sociale di noi giovani.

 

 Crediamo in noi giovani, fermenti e fondamenta per lo sviluppo del paese; crediamo nella nostra terra, ancora alla ricerca di una sua vocazione e nei suoi giovani, linfa di una vera città.

 

 

 

Stefano Ficorella

Iniziativa Roccagorga 24 feb. 08 Giovani Democratici

scritto da StellaAG il giovedì, 28 febbraio 2008,15:45

Il mondo è in movimento. Paesi emergenti che si affermano sulla scena mondiale economica e politica e gruppi organizzati nell’occidente che chiedono un nuovo modo di intendere il progresso e l’umanità. Dalla Cina agli Stati Uniti si fa avanti sempre più il seme del mondo del terzo millennio.

Il 1968 ha segnato lo spartiacque tra due ere storiche differenti, anche in Italia. Il passato era la guerra, il futuro era lo sviluppo economico accompagnato dalla rottura sociale con il passato chiamando alla partecipazione pubblica i giovani, studenti e lavoratori. L’autunno caldo del 1967 è stato il primo segnale della grande rivoluzione del ’68 e dei successivi anni di lotta politica.

E io penso che il 2007 è da considerarsi come il seme di un grande cambiamento che arriverà quest’anno. Anzi la data del 14 ottobre è paragonabile agli scioperi che quarant’anni prima preludevano ad nuova stagione politica mondiale.

Il Partito Democratico è nato per modernizzare il nostro paese. Per farlo uscire dall’immobilismo in cui versa da moltissimi anni oramai. E già la scelta coraggiosa di Veltroni di far correre da solo il Pd alle prossime elezioni di aprile ha determinato la nascita di una nuova stagione politica. Non limitandosi all’ingegneria ma entrando in campagna elettorale con un linguaggio e modalità completamente diversi dal passato.

We can (si può fare) è già un’espressione di uso comune. È già cominciata una Rivoluzione Culturale che la nostra generazione non ha saputo cogliere, troppo legata alla tranquilla contrapposizione di ruoli nei partiti da cui proveniamo.

C’è nella società italiana una grande voglia di rompere le catene che legano le competenze e le capacità di tutti noi. Il compito del PD è quello di liberare le energie, i talenti che da troppo tempo sono sottomessi alle clientele del mondo politico. Per fare questo c’è bisogno di un movimento giovanile che si faccia protagonista della nuova era storica italiana e mondiale.

We can. Una rinnovata partecipazione dei giovani alla vita pubblica si può ottenere. E il PD è costretto a continuare sulla strada del rinnovamento cogliendo l’opportunità di una brutta legge elettorale che delega le segreterie di partito alla scelta dei candidati facendo sua una candidatura di una ragazzo o di un ragazzo della nostra provincia.

Il problema del rinnovamento della classe dirigente non è una esigenza della Sinistra Giovanile per scopi particolaristici dei suoi iscritti. È uno dei punti critici messi in luce dalla relazione annuale del governatore della banca d’Italia, Mario Draghi. E il nostro partito deve costruire le condizioni, così come sta facendo eleggendo nelle scorse primarie decine di giovani dirigenti nei coordinamenti comunale e provinciale così come aveva cominciato a fare il 14 ottobre.

Non è il nuovismo, tuttavia, la soluzione a questo problema. Sbaglieremmo se così fosse. L’epoca del nuovismo l’abbiamo conosciuta con la scesa in campo di Berlusconi e di tanti suoi colleghi.No, non è questa la strada.

È necessario costruire una nuova classe dirigente su tre caratteristiche: Merito, Talento, Competenza. Bisogna che l’Italia ricomincia a costruire le fondamenta di un nuovo e rinnovato progresso economico e sociale.

I giovani devono rischiare di più uscendo dal calcolo delle convenienze, ma mettendosi in gioco per dimostrare di essere  pronti a governare i processi.

Abbiamo bisogno di una nuova e grande organizzazione giovanile del PD capace di costruire un rapporto di fiducia nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro con i giovani del nostro Paese recuperando velocemente la capacità di analisi per strutturare proposte politiche incisive sul territorio o generali per l’Italia.

La SG si è già impegnata in passato per erigere un welfare studentesco nuovo battendosi per una rinnovata proposta di Adisu. Ha portato proposte di legge come Accesso al Futuro in cui erano previste molte liberalizzazioni realizzate da Bersani e molte altre da realizzare ancora.

Bisogna migliorare i servizi alla didattica, aumentare la ricerca, magari  legandola con il territorio, soprattutto nella nostra provincia. La fuga dei cervelli, problema ampiamente denunciato a livello nazionale, è una delle difficoltà riscontrate dai dati del questionario sul lavoro giovanile nella nostra provincia. Chi è laureato non trova occupazione nel nostro territorio, ma è costretto a valorizzare il proprio know how altrove.

Ecco tutto questo e altro ancora chiede urgentemente una vostra e nostra partecipazione attiva. Come era solito dire Antonio Gramsci: abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

Il lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi è tanto e con tanta passione deve essere svolto. Siamo i protagonisti del cambiamento non solo perché giovani, ma anche perché abbiamo le idee giuste e oggi è il tempo di farle divenire protagoniste nella nostra società.


Emanuele Ingellis

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